(Verona, 29 gennaio 2026). L’interscambio commerciale tra India e Italia ha raggiunto i 14 miliardi di euro nel 2024; di questi 9 miliardi sono importazioni e 5,2 rappresentano beni esportati. In questo contesto, il Veneto pesa per oltre 1,4 miliardi di euro, mentre Verona supera i 196 milioni di euro di scambi con il mercato indiano, che – secondo le elaborazioni del nostro Servizio Studi e Ricerca – si colloca al 32° posto per destinazione dell’export provinciale e al 27° per l’import. L’intesa di libero scambio, definita in occasione del 16° vertice Ue-India svoltosi nei giorni scorsi a Nuova Delhi, prevede una progressiva eliminazione delle barriere commerciali tra le due aree e punta, in prospettiva, al raddoppio delle esportazioni europee verso il mercato indiano.
Secondo la nostra analisi, basata sui dati dell’export provinciale e sui contenuti dell’accordo, sono diversi i comparti che potrebbero trarre i maggiori benefici dall’intesa.
MECCANICA. Il settore che beneficerà dei vantaggi più immediati è quello dei macchinari, che rappresenta già oggi una delle voci principali dell'export veronese verso l'India (30,5 milioni di euro). Nei primi nove mesi del 2025, Verona ha esportato "Macchine di impiego generale" per quasi 16,6 milioni di euro e "Macchine per impieghi speciali" per oltre 11,4 milioni di euro. Fino ad oggi, questi prodotti erano soggetti a dazi che arrivavano fino al 44%. Con l'accordo, tali tariffe verranno in gran parte eliminate, rendendo la tecnologia industriale veronese (dai macchinari per il marmo a quelli per il packaging) estremamente più competitiva sul mercato indiano rispetto ai concorrenti extra-UE.
MARMO. Si prevede l'eliminazione o la riduzione drastica dei dazi per la pietra naturale lavorata e semilavorata e, soprattutto, la fine dell'era delle licenze d'importazione limitate. Nei primi nove mesi del 2025, Verona ha esportato in India “Pietre grezze, sabbia e argilla” per quasi 1,2 milioni di euro e l’accordo faciliterà l'approvvigionamento di materia prima pregiata dall'Europa. Le esportazioni veronesi di “Pietre tagliate, modellate e finite”, nei primi nove mesi del 2025, hanno registrato un valore di oltre 1 milione di euro e qui risiede il vero vantaggio per l'export veronese di alta gamma (lastre rifinite, design). L'eliminazione o l’abbassamento dei dazi su questi prodotti finiti (spesso tassati come beni di lusso) potrebbe rendere il marmo di Verona estremamente competitivo per l'edilizia di pregio indiana.
AGROALIMENTARE E VINO. L'accordo rappresenta una rivoluzione per il comparto agroalimentare, storicamente penalizzato dal protezionismo indiano. L’effetto dell’accordo:
• Vino: I dazi, attualmente al 150%, scenderanno immediatamente al 75% all’entrata in vigore, per poi calare fino al 20% negli anni successivi. Sebbene l'export attuale di "Bevande" sia contenuto (circa 188.000 euro nei primi nove mesi del 2025), l'abbattimento delle barriere tariffarie potrebbe sbloccare una domanda latente significativa.
• Prodotti agricoli trasformati: Verona, nei primi nove mesi del 2025 ha esportato frutta e ortaggi lavorati e conservati per oltre 766.000 euro e prodotti da forno per quasi 193.000 euro. Per questo comparto è prevista una drastica riduzione dei dati e con queste facilitazioni i margini di crescita potrebbero essere importanti.
AUTOMOTIVE E COMPONENTISTICA. Un altro settore chiave per Verona è la componentistica auto. L'export di "Parti e accessori per autoveicoli" ha registrato un valore di circa 965.000 euro nei primi nove mesi del 2025. I dazi indiani sulle automobili, attualmente al 110%, scenderanno a un minimo del 10%. Ancora più rilevante per la filiera veronese è la completa abolizione dei dazi sui componenti auto prevista nell'arco di cinque-dieci anni, che favorirà l'integrazione delle aziende veronesi nelle catene di fornitura globali.
CHIMICA E FARMACEUTICA. Benefici rilevanti sono previsti anche per il settore chimico-farmaceutico. Verona esporta prodotti chimici per circa 1,5 milioni di euro e medicinali per circa 81.000 euro (dato primi nove mesi 2025). Con l’accordo saranno in gran parte eliminati i dazi che arrivano fino al 22% sui prodotti chimici e all’11% sui prodotti farmaceutici, migliorando i margini e la penetrazione di mercato per le imprese chimiche scaligere