L’economia veronese manifesta segnali di significativa tenuta strutturale, chiudendo il 2025 con un bilancio demografico positivo. Al 31 dicembre 2025, lo stock di imprese registrate nella provincia di Verona è pari a 89.805 unità. L'andamento dell'anno ha fatto registrare 5.299 nuove iscrizioni a fronte di 4.685 cancellazioni non d'ufficio, determinando un saldo attivo di +614 imprese.
Il risultato del 2025 segna un deciso miglioramento rispetto alle +331 unità del 2024, grazie soprattutto a una contrazione delle cancellazioni del -6,6%. Con un tasso di natalità del +5,80% e un tasso di mortalità del +5,13%, il tasso di evoluzione veronese si attesta al +0,67%. Tale dato si posiziona al di sopra della media regionale (+0,46%), pur rimanendo inferiore a quella nazionale (+0,96%). Anche il comparto dell'artigianato chiude l'anno con segno positivo, con uno stock di
22.616 imprese e un saldo di +77 unità.
L'analisi per natura giuridica evidenzia una progressiva maturità organizzativa del tessuto produttivo, orientato verso modelli societari più complessi:
- Società di capitale: trainano la crescita con un saldo positivo di +782 imprese e un tasso di sviluppo del +2,80%.
- Società di persone: registrano invece una flessione del -1,39%.
- Imprese individuali: rappresentano ancora la quota maggioritaria del tessuto (50,2% del totale), mantenendosi pressoché stabili nel corso dell'anno.
Sotto il profilo settoriale, si conferma il trend dominante della terziarizzazione. Il settore dei servizi, con 27.713 imprese (30,9% del totale), è l'unico a segnare una lieve crescita (+1,5%).
Seguono per rilevanza il commercio (19,0%), l'agricoltura (16,0%), le costruzioni (14,1%) e l'industria (9,5%).
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